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NOSTRE PROPOSTE

FARMACISTA DI REPARTO

E’ già una realtà all’Ospedale Le Molinette di Torino che è impegnato a promuovere la figura del Farmacista di reparto, rispettando i vincoli della programmazione economica. Ma a cosa serve questa nuova figura del Farmacista di reparto?
Innanzitutto persegue 2 obiettivi: puntare sull’approccio farmacista-clinico come strumento di governo nei percorsi di cura e dei processi assistenziali, poi come appropriatezza terapeutica intesa come equilibrio tra sicurezza, efficacia e risparmio.  Le aree di intervento sono di tipo gestionale, orientate al paziente ed al miglioramento delle cure all’interno dell’ospedale.  Poiché il farmacista interviene dal punto di vista logistico e gestionale, il suo intervento nei reparti può prevenire gli errori legati all’uso dei farmaci ed ai rischi connessi con la salute del paziente.   I suoi compiti sono: ottimizzare la gestione del farmaco nei reparti; razionalizzare la gestione quali/quantitativa dei farmaci ottimizzandone la prestazione terapeutica; evidenziare le potenzialità in termini di rischio ed economicità delle terapie farmacologiche adottate. La figura del Farmacista di reparto valuterebbe l’efficacia, e l’economicità di un farmaco nell’ambito della patologia da trattare e garantirebbe la sicurezza che la prescrizione e l’impiego dei farmaci avvenga nel rispetto delle leggi vigenti.   In definitiva il primo risultato ottenuto è il forte contenimento della spesa farmaceutica, perché si è agito su una gestione multidisciplinare e personalizzata nel reparto che va dai percorsi valutativi dei farmaci per finire al paziente e divenire così espressione di eccellenza clinica nel percorso di cura.  Oggi il Farmacista di reparto è presente in 8 reparti di 3 dipartimenti, a Torino. Li nel profondo nord vanno tutti d’accordo: il medico che apprezza il farmacista perché lo supporta sulle tematiche di carattere chimico, farmacologico, legislativo, anche in un’ottica di tutela medico legale; l’infermiere che può essere supportato da conoscenze di carattere chimico come la stabilità o la giusta via di somministrazione di un farmaco, nonché la prevenzione del rischio. Per i farmacisti questa realtà è utile come mezzo per un unico fine: la salute del paziente. Per il Farmacista è un’opportunità per valorizzare ed integrare le conoscenze universitarie attraverso il percorso terapeutico pratico e per inserirsi in un contesto di corsia dando valore aggiunto alle sue conoscenze sulla gestione clinica del farmaco. Le esperienze in altri Paesi lo dimostrano perché questa figura si autofinanzia attraverso il contenimento della spesa. Allora perché non attuare, se pure in via sperimentale, questo progetto anche in Campania?  Lo chiedo ancora oggi ed ancora una volta a chi si candida al governo della Regione Campania. La CISL è disponibile a trattare per i colleghi e per la salute dei cittadini.  Attualmente stiamo vedendo di attivare un Master in “Farmacista di reparto” con l’università di Salerno tramite la Prof.ssa Saturnino ed il Presidente Ferdinando de Francesco.  Io nel mio piccolo, come Presidente ASSOFANT,  sono andata in delegazione alla Regione Campania il 2008 ed il 2009 a parlare con un onorevole dei DS, che nell’ultimo incontro avuto mi disse che questo progetto era bello ma non si poteva fare perché la Regione era oberata dai debiti specialmente nella sanità.  Io non mi sono persa di coraggio ed ho portato ugualmente il progetto in Consiglio dell’Ordine dove ha trovato almeno tra i componenti un ampio riscontro. Vedremo se il futuro ci darà ragione..  L.P.


LETTERA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
ON.LE CIRIELLI

DA ASSO.FA.N.T.
di Salerno
via Zara n°6
84100   SALERNO
tel. 3388167228 o 089225144

        Gentile Onorevole
       Edmondo Cirielli
        Sua Sede.
        NOCERA INFERIORE (SA)
        
Gia in passato, il 28/3/1995, fu presentato un  disegno di legge da parte dei senatori Cozzolino e De Masi (AN), mirante a rimuovere la situazione discriminatoria in cui versa da anni la ns. categoria e prima ancora dall’On. Guglielmo Scarlato (DC), tutto invano.
Oggi che la situazione è immutata noi chiediamo che analogamente ai Biologi che accedono alle classi di concorso 60/A e 59/A negate ai Farmacisti o ai C.T.F. (Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) dal lontano 1975, anno in cui fu decretata la ns. uscita, vorremmo reinserirci nell’insegnamento che avrebbe potuto offrire posti di lavoro a tanti che non avevano una farmacia.
Ora il momento è giunto e siamo disposti a movimentare tutta la massa dei disoccupati che ci  preme da ogni parte d’Italia.   Ma vediamole in sintesi le classi di concorso.
Classe di concorso 60/A riguarda Scienze Naturali, chimica e geografia, fitopatologia, entomologia, agraria e microbiologia e può essere insegnata: negli I. Tecnici aeronautici; negli Istituti Tecnici agrari, negli Istituti tecnici commerciali e per geometri; negli Istituti per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere; negli Istituti tecnici per geometri; negli istituti tecnici femminili (oggi istituti tecnici per le attività sociali); negli Istituti tecnici industriali; negli Istituti tecnici nautici; nei Licei classici; nei Licei scientifici; negli Istituti magistrali; nei Licei artistici; nella Scuola magistrale e negli Istituti professionali.
La classe 59/A riguarda Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali nella scuola media.   Pertanto da queste 2 classi sono stati esclusi sia i laureati in Farmacia che in C.T.F.  ripeto dal 1975.     
D’altronde basterebbe fare le comparazioni dei piani di studio dei laureati in Biologia ed i laureati in Farmacia o C.T.F. per rendersi conto dell’esclusione, compreso il fatto che i laureati in Biologia possono anche accedere al ruolo di Informatori Scientifici del Farmaco.
Inoltre si aggiunga che nelle Scuole e negli Istituti di ogni ordine e grado, considerato il rischio di malnutrizione ed obesità, con relative conseguenze patologiche come il diabete, o di tossicodipendenze, il cui costo graverebbe sulle generazioni future, si deve rendere obbligatorio l’insegnamento di una nuova disciplina scolastica di almeno un’ora settimanale in tutte le classi, a partire dalla scuola primaria di “Educazione Sanitaria”, il cui insegnamento dovrebbe essere riservato esclusivamente ai laureati in Farmacia o C.T.F..  
Noi a Salerno ci riuscimmo e facemmo con l’Ordine dei Farmacisti, di cui Presidente  il Dr. De Francesco e Vice Presidente io, già dal lontano 1995, un progetto pilota nelle scuole di ogni ordine e grado: gratis.
Con l’Educazione Sanitaria quindi si potrebbe combattere efficacemente la disoccupazione di tanti giovani laureati in Farmacia o C.T.F. e soprattutto le molteplici malattie da abuso di farmaci e/o di psicofarmaci.
Inoltre questi semplici provvedimenti per ripristinare le classi di concorso 60/A e 59/A non hanno alcun costo perché si richiede solo un’apposita legge, analoga a quella che nel 1975 privò i farmacisti non titolari dell’insegnamento.
Inoltre noi Le chiediamo un aiuto per il “Farmacista di reparto” perché  si è visto che con questa figura già attiva nell'azienda ospedaliera San Giovanni Battista - Ospedale Molinette, di Torino, con un farmacista che scende in corsia e affianca il clinico, sono riusciti ad abbattere i costi per i farmaci del 40% e gli errori di quasi il 70% .
Infine siamo convinti che in futuro si deve abbassare il quorum abitanti – farmacie a 2500 e che le farmacie che da quel momento in poi andranno a concorso, non saranno più ereditabili ed al compimento del 70mo anno di età passeranno ai primi in graduatoria, dopo aver pagato l’indennità di avviamento al farmacista che lascia la farmacia.
Noi di Salerno e provincia siamo convinti di questo oltre che del fatto che i tempi sono maturi per incominciare a rispondere alla fame di lavoro che i colleghi Farmacisti avanzano.
Anche per questo noi diciamo che la gestione delle farmacie comunali è stata molto buona, anche se con delle eccezioni, e per questo motivo va sempre ripetuta.
Infine un ultima nota: non siamo d’accordo per la trasformazione delle parafarmacie in farmacie, perché queste non sono nate per essere farmacie, e perché non è giusto per i tantissimi colleghi che studiano ancora per i concorsi a sedi farmaceutiche, assistere impotenti ad una sanatoria di tale portata che li escluderebbe per sempre dalla gestione di una farmacia.
La ringrazio quindi per l’attenzione e per il Suo interessamento a questa vasta problematica nella speranza che possano essere conseguiti gli obiettivi desiderati.

Salerno, 30/5/09           Dott.ssa Luisanna Pellecchia   Pres. ASSO.FA.N.T  di Salerno


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