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ENPAF

QUI DI SEGUITO SI RIPORTA LO SCRITTO CHE SARA' PRESENTATO, UNITAMENTE ALLA PETIZIONE, IL PROSSIMO 17/5/2012 ALL'ORDINE DEI FARMACISTI DI SALERNO. ORA VEDREMO REALMENTE COSA SI PUO' FARE, TIRANDO IN BALLO TUTTI GLI ORDINI D'ITALIA.
                                        Enpaf vs Enpav
“brevi cenni per capirci e per capire”
Innanzitutto all’ENPAV si iscrivono solo quelli che non hanno altra cassa previdenziale obbligatoria:
quindi  i Veterinari liberi professionisti  che  si gestiscono in proprio e che non hanno altra forma di previdenza.
Quindi l’iscrizione all’Enpav è facoltativa per tutti quei veterinari che “godono” di altra previdenza integrativa, mentre l’iscrizione all’Ordine è obbligatoria.
Quindi ci sono due canali di iscrizione: obbligatoria sia all’Ordine che all’Enpav per tutti quei veterinari che esercitano in proprio l’attività e non hanno altra forma di previdenza obbligatoria; e l’altra che prevede solo l’iscrizione all’Albo dei Veterinari , e la contribuzione, esclusivamente, della quota di solidarietà di € 200,00 all’Enpav.
Quindi  i veterinari che hanno rinunciato all’iscrizione all’Enpav perché svolgono esclusivamente attività di lavoro dipendente o autonomo e sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, sono tenuti al versamento di un contributo minimo di solidarietà di importo non inferiore ad €200,00 annui.
Inoltre i  Veterinari iscritti all’Albo professionale, che siano iscritti anche in Albi relativi ad altre professioni ed abbiano optato per l’iscrizione ad altro Ente nonché i Veterinari che hanno rinunciato all’iscrizione all’Ente in quanto hanno compiuto i 68 anni di età senza aver maturato il diritto a pensione, sono obbligati a versare all’Enpav un contributo di solidarietà pari al 3% del reddito professionale netto di veterinario, prodotto nel corso dell’anno precedente e comunque non inferiore a € 200,00 annui.
Infine per i veterinari c’è la deducibilità del contributo di solidarietà con nota del 31/12/2009 dal reddito complessivo dichiarato ai fini IRPEF.
Ora per la proprietà transitiva perché non si fa lo stesso anche per Noi Farmacisti e senza alcun aggravio di spesa per le casse dell’Enpaf?
Perché coloro che pagano la quota di solidarietà non possono pagarla per tutta la loro vita professionale, invece di essere tenuti a pagarla solo per i primi 5 anni per poi passare alla quota ridotta per la metà se disoccupati, o costretti addirittura a cancellarsi, mentre se lavorano possono chiedere la stessa quota per sempre? Anche quelli che lavorano arriveranno alla pensione senza avere alcuna pensione proprio in ragione del contributo di solidarietà versato,  che lo ripetiamo non da nulla.
Inoltre  perché non si applica la stessa situazione anche a  quelli che sono i Farmacisti non titolari “marginali”, come detto dal Presidente dell’Enpaf Dr. Croce, ovvero quelli che pagano la quota ridotta all’85%, per tutta la loro vita professionale e non solo per i primi 5 anni?
Se Noi siamo marginali rispetto ai titolari di farmacia ed ai titolari di parafarmacia ed ai loro soci, non vediamo il perché dobbiamo contribuire forzosamente all’Enpaf, dal momento che siamo forzosamente fuori dallo stesso, che rimarrà, a conti fatti,  di proprietà dei titolari di farmacia, parafarmacie e soci.
Per questo a supporto della petizione che stiamo già raccogliendo vorremmo che questa sia inoltrata anche agli altri Ordini dei Farmacisti d’Italia per avere una sponda, la più ampia possibile, per cercare di far ragionare l’Enpaf su queste necessarie modifiche allo statuto.
Salerno li, 15/5/2012                   Luisanna Pellecchia                               V.Presidente Ordine Farmacisti di Salerno

Cari Amici, questa appresso è la convocazione che l'ENPAF mi ha mandato ed a cui ho risposto andando a Roma lo scorso 24/4/12 e presentando le solite richieste che vengono da Voi Farmacisti non titolari. In quella sede dopo aver ascoltato educatamente le solite cose, tra cui l'innalzamento dell'età pensionabile a 68 anni nel 2014, ho ripresentato innanzitutto il fatto che un giovane oggi non può sapere se si farà i primi 5 anni continuativi o meno per cui sarà costretto a cancellarsi se non vuole pagare la quota alla metà. Io ho chiesto che tutti quelli che si sono iscritti dal 2004 in poi possano pagare per sempre la quota di solidarietà e non solo per i primi 5 anni di disoccupazione involontaria. Questo perchè ciò porterà ad una marginalizzazione di una parte della categoria: quella dei Farmacisti non titolari. Inutile dirvi che è stato tutto inutile perchè nonostante l'avallo di conasfa, della Sifo, della Fisascat Cisl, della Fiafant, sia il Presidente che il direttore Lazzaro, hanno escluso questa possibilità. Ora la parola passa agli Ordini. Pertanto Noi dobbiamo adire gli Ordini. Dobbiamo mandare più petizioni al ns. Ordine. Perchè? Perchè sono gli Ordini che decidono, nè Noi ne Altri. Daltronde non vedo perchè dal momento che hanno anche detto che i 39.000 farmacisti veramente non titolari, vanno a finire, per cui gli altri sono i giovani che pagano la ridotta che non darà nemmeno la speranza di una minima pensione. Ecco che dopo anni si arriva al fine ultimo: l'ENPAF servirà solo a dare le pensioni ai titolari di farmacia ed ai titolari di parafarmacia ed ai loro parenti, lo 0,90 rimarrà solo loro. Questa e non altra è la  ragione per cui Noi ce ne dobbiamo andare. Daccordo. Però Noi ce ne vogliamo andare alle nostre condizioni non alle vostre. Ed incominciamo col dire che vogliamo andarcene all'INPS. Vogliamo che TUTTO quello che abbiamo versato fino ad oggi venga rimesso all'INPS. Perchè a Noi non serve sentirci dire che non si può fare e che i  Ministeri competenti non danno l'avallo. Quelli sono i ns. sudati risparmi che se possono essere traghettati dall'ENPAF verso l'INPS, lo devono essere. Si tengano pure i loro 130 milioni di avanzo, perchè così fanno i loro avanzi: non  dando le pensioni ai 12.000 farmacisti a quota di solidarietà ed ai farmarmacisti con quota ridotta dell'85%. Bravi. Luisanna Pellecchia   
  

A RIPROVA DI CIO' CHE VADO RIPETENDO DA SEMPRE LE SOLITE COSE ECCOVI UN DOCUMENTO DEL 2006:


E.N.P.A.F.Spett E.N.P.A.F.
      Al Presidente ENPAF
      Dr. Emilio Croce
      Al Consiglio Direttivo ENPAF
      Viale Pasteur   n°49
      ROMA
Caro Presidente,
chiediamo un incontro urgente con la Dirigenza dell’E.N.P.A.F. per affrontare alcuni temi non più procrastinabili per i farmacisti non titolari, che specialmente al SUD, si barcamenano tra mille difficoltà di sostentamento e molto spesso vedono le loro tasse pagate dai genitori o dai mariti, in quanto non percepiscono reddito.
Innanzitutto la quota non da il diritto al lavoro, per cui se come e vero, diversi farmacisti dopo i 5 anni di disoccupazione ancora non trovano da lavorare non è lecito pensare che possano pagare il 50% della quota intera.
Chiediamo pertanto che a chiunque ne faccia richiesta ed è nelle condizioni di Farmacista non titolare sia riconosciuta la possibilità di pagare o l’85% o la quota ridotta per sempre, anche dopo i cinque anni.
Un altro problema è quello dato dalla quota ridotta al 3% della quota intera.
Questa quota come è logico aumenta sempre all’aumentare della quota intera, per esempio già da quest’anno non è più € 139 ma € 155.
Noi chiediamo che la quota al 3% sia sostituita da una quota fissa, anche perché non è passibile di restituzione.
Altro problema è la restituzione: i farmacisti che vogliono rimanere iscritti all’Albo pur essendo insegnanti o altro, sono costretti a cancellarsi e ad avere rimborsati gli anni solo fino al 2004. E’ giusto tutto ciò.
Infine i pensionati non ENPAF, che sono costretti a pagare il 50% della quota, quando da iscritti lavoratori pagavano l’85%, devono se lo richiedono, rimanere all’85% se decidono di restare iscritti.
Su queste anomalie chiediamo la solidarietà di tutta la Categoria ed attendiamo di essere  convocati atteso che i problemi di una parte sono comunque i problemi di tutti.
Salerno li, 7/11/2006                                                        
          Cordiali Saluti
     Luisanna Pellecchia
     Salvatore Tondo
     Francesco Imperatrice
     Domenico Fasulo
    Coordinamento Farmacisti non Titolari   Della Campania

Queste nostre richieste sono state inoltrate al Consiglio Nazionale come Ordine dei Farmacisti di Salerno, presentate prima come Asso.fa.n.t. Salerno e poi ripresentate come Coordinamento Regionale Campano. Questo per dare un senso di ufficialità a questa faccenda che ci riguarda TUTTI specialmente i Farmacisti non titolari. Successivamente siamo andati a Roma io ed il Tesoriere dell’Ordine il collega Salvatore Tondo ed abbiamo ribadito tutte le ns. richieste. In definitiva a tutte è stato risposto in modo negativo perché i Ministeri competenti, non darebbero il via libera in quanto c’è lo 0,90% che è quella quota che mettono i titolari, e perché dopo i primi 5 anni di disoccupazione involontaria, bisognerebbe cancellarsi. Tutte le ns. richieste hanno avuto una serie di no, tranne la quota di solidarietà. La quota di solidarietà quindi sarà di un importo fisso e non aumenterà più in base alla quota massima (seduta ENPAF del 22/11/06). Sarà di un totale di 120 € annue aumentate del solo indice ISTAT (€1?). Come vedete è un piccolo grande risultato, ma continueremo a lottare insieme ancora e sempre per vedere esaudite altre ns. sacrosante richieste .      
Cordiali Saluti     
Luisanna Pellecchia Vice Presidente Ordine Farmacisti e Presidente Assofant Salerno


                ANCORA ENPAF DAL 2006

GENTILI COLLEGHI,
UN DATO MOLTO CHIARO SI EVINCE DAI RICAVI CHE CI SONO STATI FORNITI  E SONO I SEGUENTI:
NEL 2006 SI SONO ISCRITTI 1.303 E SE NE SONO CANCELLATI 820, PARI AL 45%, CHE AVEVANO LA QUOTA RIDOTTA AL 85%, MENTRE CON LA QUOTA RIDOTTA AL 50% SI SONO CANCELLATI  384 PARI AL 21%.
INOLTRE CON IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ NEL 2006 NOTIAMO CHE SI ISCRIVONO 1.549, CIOE’ IL 46% E SE NE CANCELLANO 142, OVVERO L’8%.
SE OSSERVIAMO LA SERIE STORICA DELL’ULTIMO PERIODO ABBIAMO CHE DAL 2002 AL 2005 SI SONO CANCELLATI BEN 6676 EX ISCRITTI.
PER IL 2007 SI PREVEXDE CHE LA SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 2007 PRESENTERA’ 3100 NUOVI ISCRITTI E 1900 CANCELLATI.
AD OGGI LA SITUAZIONE E’ LA SEGUENTE 25.875 ISCRITTI E SI PRESUME CHE SIANO TUTTI TITOLARI O QUASI OBBLIGATI ALLA CORRESPONSIONE INTERA E 46.895 NON TITOLARI CHE PAGANO LA QUOTA RIDOTTA.
PERTANTO IL CONTRIBUTO DELLO 0,90 STIMATO PER QUEST’ANNO A CIRCA 111 MILIONI DI EURO SARA’ SOLO PER I TITOLARI E SOCI, MA NON PER I NON TITOLARI, E QUESTO PER NOI VA BENE PURCHE’ CI SIA ANCHE UN MINIMO DI ATTENZIONE PER QUESTI 46.895 NON TITOLARI, CHE  NON LO VOGLIONO NON LO AVRANNO E NON LO CHIEDONO, VOGLIONO SOLO UN PO’ DI GIUSTIZIA NEI LORO CONFRONTI PERCHE’ SONO ISCRITTI COME GLI ALTRI E TRA PARENTESI SONO ANCHE DI PIU’.
A QUESTO PUNTO MI CHIEDO SE TUTTI COSTORO CHE SI SONO CANCELLATI PERCHE’ NON POTEVANO PIU’ CONTINUARE A PAGARE NON SIANO STATI TOLTI AGLI ORDINI E SE TUTTO QUESTO NON SIA, ANCORA UNA VOLTA, UNA DISCRIMINANTE CONTRO I NON TITOLARI.
VORREI IN ULTIMO SAPERE SE LA QUOTA DI SOLIDARIETA’ SI PUO’ SCARICARE, ALMENO QUESTO, DALLE TASSE.
IN ULTIMO VORREI RASSICURARE I PRESENTI CHE VOTERO’ A FAVORE DEL BILANCIO, PERO’ CON L’IMPEGNO DI TUTTI DI RIVEDERE LA SITUAZIONE.
9/12/2006        LUISANNA PELLECCHIA

ENTE NAZIONALE Dl PREVIDENZA
E Dl ASSISTENZA FARMACISTI Roma. 19aprile 2012 FONDAZIONE DI DIRII IO PRIVATO
Viale Pasteur, 49- 00144 ROMA
Tel. 0654711 - Fax 065917732 Cod. Fiso. 80039550589

ANPI
PRESIDENZA Fax 06 50748093
Prot. n 1817
ASSOFANT
Fax 1782255288
CONASFA
Trasmissione via fax Fax 041 5802163
FARMACIA NON CONVENZIONATA
Fax 08 88805092
FEDERFARMA
Fax 06 70476587
FILCAMS CGIL
Fax 08 5885323
FISASCAT CISL
Fax 06 8558057
MOVIMENTO NAZIONALE LIBERI
FARMACISTI
Fax 0833 580054
SI NAFO
Fax 08 8865479
UGL
Fax 06 3232420
Oggetto: convocazione.
UIL TUCS NAZIONALE
Fax 08 8424229
Nell’ambito delle attività del Consiglio di amministrazione volte ad apportare alcune modifiche al Regolamento di previdenza e assistenza dell’Ente, con l’obiettivo di perseguire l’equilibrio finanziario della gestione secondo gli obblighi imposti dall’art. 24, comma 24, del Dl n. 201/2011, convertito con modificazioni nella Legge n. 214/2011, questa Fondazione ritiene opportuno consultare le Organizzazioni sindacali in indirizzo. Pertanto, le Organizzazioni di cui sopra sono invitate a partecipare ad un incontro, il giorno 24aprile2012, alle ore 11,30, presso la sede dell’Ente in Roma, viale Pasteur n. 55/b. Per ragioni organizzative, si richiede la presenza di un solo rappresentante per sigla.
IL PRESIDENTE    Dr. Emilio Croce



PETIZIONE
CONTRO OBBLIGATORIETA’ ENPAF  
         Spettabile Ordine dei Farmacisti di Salerno
         Al Presidente Ferdinando de Francesco
         Ed al Consiglio Tutto
         Email: 089405080@libero.it

NOI SOTTOSCRITTI FARMACISTI  
Premesso che:
La nuova legge di riforma sulla previdenza e l’utilizzo del TFR prevede la possibilità d’utilizzare il TFR come fonte di reddito previdenziale, inviandolo ad un fondo chiuso (contrattuale) o aperto.
Considerando che, nel caso si opti per un fondo contrattuale il dipendente ha la possibilità di aderire versando una quota della sua retribuzione, l’Azienda ( nel caso dei Farmacisti la farmacia) è obbligata a versare una quota, stabilita dal contratto, ad integrazione di quanto versato dal dipendente.
Si fa presente che per i Farmacisti,  non è possibile trasferire la quota versata all’ENPAF ( l’Ente di previdenza di categoria previsto dall’iscrizione all’Ordine) nel fondo previdenziale scelto, dovendo, così, forzatamente ed ingiustamente rinunciare a tutti i vantaggi fiscali e di rendita conseguenti.
Troviamo questa situazione ingiusta, vessatoria e lobbistica.  Attualmente, ci troviamo costretti a rimanere nell’Enpaf solo per garantire la pensione a chi non ha altra forma di previdenza obbligatoria: i Farmacisti titolari di farmacie ed i Farmacisti titolari di parafarmacie.
Contestiamo inoltre la legittimità del  contributo minimo di solidarietà obbligatorio di circa  € 154 (che pagano i neo iscritti all’Ente dal 2004) e che non è utile all'iscritto per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, di anzianità ovvero di invalidità, e peggio ancora, dura solo per i primi cinque anni di disoccupazione involontaria, dopo di che i Farmacisti non Titolari devono loro malgrado, cancellarsi.
Noi chiediamo che il contributo di solidarietà e/o quello ridotto sia versato per sempre e non solo per i primi 5 anni, come si fa per quei Farmacisti che lavorano stabilmente nelle farmacie, e che si sono iscritti dal 2004 in poi.
 Oggi il lavoro di un Farmacista è  precario e saltuario e senza essere iscritti ad un Ordine professionale è anche estremamente difficile trovarlo.
A questo si aggiunge la preoccupazione di essere costretti a  pagare la metà della quota all’Enpaf (2000 € circa l’anno) allo scadere dei primi 5 anni di disoccupazione involontaria, quota che poi, non verrà nemmeno restituita.
Inoltre il contributo di solidarietà non può essere trasferito ad altro Ente nell'ambito delle procedure di ricongiunzione (molto onerose) né è utile ai fini della totalizzazione.
Pertanto il Lavoratore si deve  preoccupare che parte della sua retribuzione sia forzosamente destinata a enti di cui non condivide la gestione e che non ha scelto, sottraendo, così, risorse da destinare a forme previdenziali da lui scelte o all’INPS.
Anche il contributo di € 680 annui della quota ridotta dell’85% potrebbe essere convogliato alla previdenza complementare scelta, o aggiunto al resto del patrimonio che si sta capitalizzando presso l’INPS, andando così ad arricchire la propria rendita  vitalizia.
Chiediamo, quindi, al nostro Ordine professionale, di proporre all’ENPAF la possibilità di  poter far confluire tutto quanto versato, nel fondo complementare optato, eliminando l’obbligatorietà dell’iscrizione all’Ente suddetto e l’obbligatorietà del contributo di solidarietà, che dovrebbe essere comprensivo della quota di assistenza e di maternità con un costo annuale di circa  € 50,00 e che questo sia mantenuto non solo per i primi cinque anni di disoccupazione involontaria ma per tutta la vita professionale del soggetto.
L’ENPAF, pur obbligatorio per i Titolari di farmacia e per i Titolari di  parafarmacia, rappresenta un fondo a cui si dovrebbe poter accedere in forma solo facoltativa per chi ha già un’altra forma di previdenza obbligatoria.
Quanto sopra in rispetto alle nuove normative vigenti ed al diritto di ogni lavoratore di poter liberamente decidere del proprio risparmio, di poter scegliere un fondo di previdenza complementare in aggiunta ad una previdenza obbligatoria.
 Salerno li,                Firma


Nome                                                                                                   Cognome

indirizzo                                                                                               n°iscrizione all'ordine

 
      
PS. 1 COPIA ALL’ORDINE ED UNA AD: assofant@libero.it o a mezzo fax089239244


L'ENPAF: ENTE NAZIONALE
PER LA PREVIDENZA E L'ASSISTENZA DEI FARMACISTI
QUALE???

L’Ordine di Salerno tramite il suo Vicepresidente continua a proporre all’Enpaf, per i giovani Farmacisti, cioè quelli iscritti dopo il 2004, che sono circa 11.000, la possibilità di rendere il contributo di solidarietà di 50,00 euro e non più di 160,00 euro, anche perché tale contributo non è utile ai fini della maturazione della pensione di vecchiaia, di anzianità o di invalidità, conseguentemente non è utile neanche al fine della pensione ai superstiti. Inoltre non è oggetto di restituzione ai sensi dell’art. 24 del regolamento ENPAF e non può essere reintegrato a quota intera in base all’art. 22 del regolamento, e non può essere trasferito ad altro ente nell’ambito delle procedure di ricongiunzione o di totalizzazione: in pratica non rende nulla. Comunque sia, noi continueremo a chiedere che i giovani paghino solo € 50,00, per sempre e non solo per i primi 5 anni di disoccupazione involontaria. Ricordiamo inoltre ai neo iscritti che TUTTI, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto o se disoccupati, se  iscritti all’Ordine dei Farmacisti, DEVONO PAGARE LE QUOTE ENPAF.
I vecchi iscritti manterranno, se disoccupati involontari, la vecchia quota ridotta del 85%, ma solo per 5 anni, dopo passeranno a metà della quota. Mentre i nuovi iscritti, quelli dal 2004 in poi, dopo i primi 5 anni di disoccupazione involontaria, vedranno la quota di solidarietà, passare alla quota ridotta al 50%; oppure è meglio che si cancellino. Chi ambisse ad avere la restituzione di tutti i soldi versati sappia che gli stessi verranno riconosciuti solo fino al 2003.  Attenzione poi a chi ha chiesto la riduzione come non esercente, perché dovrà pagare la ridotta al 50%, o a chi opera con il “contratto di collaborazione coordinata e continuata” perché essendo considerato un lavoratore non dipendente, dovrà pagare la quota INTERA. Infine i neo iscritti agli Albi DEVONO inviare  entro e non oltre il 30 settembre dell’anno in corso il modulo di richiesta di riduzione all’ENPAF. I moduli sono in distribuzione anche presso la sede della FISASCAT CISL  in via Zara 6 a Salerno. Tutta la contribuzione previdenziale obbligatoria e facoltativa ENPAF è deducibili dal reddito imponibile ai fini IRPEF. Infine ho chiesto che per tutti noi non titolari ( 51.000) fosse possibile andarcene da un’altra parte perché abbiamo già una pensione dall’INPS, e a quanto ne so, non si possono avere 2 pensioni obbligatorie. Risposta: non è possibile.
Ho anche chiesto che la quota intera che devono pagare i titolari di parafarmacie fosse calibrata in base al reddito. Risposta: non si può fare. Ricordo infine a tutti di iscriversi al Collocamento prima ancora di iscrivervi all’Ordine e solo dopo all’ENPAF.  Ricordiamo che il contributo previdenziale ed assistenziale è fiscalmente deducibile (art. 10, DPR 22 dicembre 1986 n.917) e che il mancato pagamento degli importi dovuti alle scadenze previste, comporterà l’applicazione degli interessi di mora nella misura massima prevista dalla legge. Per tutto quanto vorrete chiedermi sono a disposizione sulla sede dell’Ordine il giovedì mattina ed alla CISL gli altri giorni.
                                           V. Presidente Ordine Luisanna Pellecchia

ENPAF  CHE FARE????


nelle mie varie partecipazioni romane presso l'ENPAF, come delegata dell'Ordine dei Farmacisti di Salerno, ho sempre portato all'attenzione dei molti colleghi titolari presenti, la triste condizione dei farmacisti non titolari costretti a pagare per i primi 5 anni la quota di solidarietà e poi addirittura la quota al 50%, a meno che non lavorassero per 6 mesi ed 1 giorno l'anno, altrimenti se lavorano per meno tempo, avrebbero pagato sempre la quota alla metà. Ho fatto presente che un farmacista non titolare non può decidere se lavorerà per 1 anno o per 1 mese e che bisognava rivedere tutta la situazione contributiva dei farmacisti non titolari. Inoltre ho chiesto, provocatoriamente, se c'era differenza tra chi aveva superato i primi 5 anni di contribuzione ridotta e continuava a lavorare e la contribuzione ridotta al 50% per chi non aveva più un lavoro. Ora poichè tutti e due non avrebbero avuto nulla dall'Enpaf e, non vedo perchè ai disoccupati intimava loro o il pagamento della quota al 50% o la cancellazione. Poichè il lavoro oggi è diventato molto parcellizzato e flessibile, non sarà più possibile avere un unico datore di lavoro. Oltretutto l'enpaf è la ns. seconda pensione, che per chi come noi paga la quota ridotta del 85%, ammonterà dopo i canonici 30 anni di effettiva iscrizione e di esercizio della professione, a circa 100 € al mese. E' questa una pensione decente? A questo punto innanzitutto chiediamo che dal 2004 in poi Tutti i Farmacisti possano avere la contribuzione ridotta di solidarietà con l'enpaf anche dopo i primi 5 anni di iscrizione. Chiediamo poi che la quota sia solo data dall'assistenza e dalla maternità e che non sia rapportata al contributo intero. Chiediamo che  i farmacisti che hanno il contributo all'85% possano far confluire nella gestione INPS i contributi maturati all'enpaf. Così il ns. contributo si stacca dalla contribuzione obbligatoria all'ente e va a fare cumulo con quello dell'INPS. Queste sono solo delle proposte che Vi chiedo di valutare attentamente e poi tutti assieme potremo fare una class action, per far valere i ns. diritti, fino ad oggi disattesi. Io ho chiesto al ns. Ordine professionale le stesse cose che ora chiedo a Voi di valutare. Non pensate che sia ora??? Dite la vostra a: assofant@libero.it

TABELLA CONTRIBUTI ANNO 2012 ENPAF


Contributo Prev. base  Assist. Maternità Tot. Euro  
Intero          4.195         26      6,50       4.227,50
Doppio         8.390         26      6,50       8.422,50
Triplo         12.585         26      6,50      12.617,50

Rid. 33%      2.797        26       6,50       2.829,50  

Rid. 50%      2.098        26       6,50       2.130,50
Rid. 85%         629        26       6,50          661,50

Solidar. 3%     126        26       6,50           158,50

quota di iscrizione una tantum: Euro 52
non dovuta da coloro che chiedono di
versare il contributo di solidarietà


“FONDO SANITA”
Riporto un mio intervento tenutosi il 4/12/2010 per presentare "Fondo Sanità" che è una previdenza complementare fatta dalle casse dei professionisti sanitari: medici, odontoiatri, veterinari, farmacisti, infermieri, ed ostetriche. Il discorso è sempre lo stesso: se non ci mettiamo noi qualcosa da parte, ci dovremo accontentare della miseria dell'INPS. Questo era un buon fondo, però un pò caro, ma soprattutto un fondo da cui nessuno, tipo ENPAF, potrà mai toglierci nulla. Ci sono comunque altri fondi. I miei numeri li sapete.
Luisanna Pellecchia

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE IN ITALIA
La Legge Maroni (Decreto 252/2005) e la Legge Finanziaria 2007 hanno concluso un iter complesso e contrastato iniziato da più di dieci anni, che ha introdotto anche nel nostro paese, come già in molti altri più avanzati a livello previdenziale, i cosiddetti "secondo" e "terzo" pilastro, cioè l’ integrazione previdenziale collettiva ( fondi pensione “aperti” e “chiusi o negoziali”) e la previdenza assicurativa individuale. Lo scopo della riforma è di garantire un adeguato tenore di vita dopo il lavoro attraverso la costituzione di una adeguata rendita integrativa che compensi la progressiva diminuzione dei tassi di sostituzione (rapporto tra ultima retribuzione e ammontare della pensione).
I tre Pilastri sono:
I PILASTRO
Previdenza obbligatoria (Enpam, Enpaf, Inps, Inpdai, ecc.)
II PILASTRO
Previdenza Complementare Collettiva (Fondi integrativi chiusi e aperti )
III PILASTRO
Previdenza Complementare Individuale (Polizze, Piani di accumulo, ecc.)
                                                             
La Riforma del 2007
La nuova disciplina , dettata dal Decreto 252/2005, prevede per le forme pensionistiche complementari :
- equiparazione di tutti gli strumenti previdenziali : fondi negoziali, fondi aperti, fondi regionali ed a carattere assicurativo
- destinazione del TFR maturando ai pensionati
Entro il 30 giugno 2007 il lavoratore ha dovuto scegliere :
A- Modalità esplicita : mantenere il TFR presso il datore di lavoro o destinarlo a qualsiasi fondo di previdenza complementare.
B- Modalità tacita : non dichiarare nessuna scelta e subire la regola del “silenzio-assenso” (fondo di categoria o fondo aperto o in mancanza fondo costituito presso l’ INPS).

La Normativa:       Principali documenti di normativa della Previdenza Complementare
DECRETO LEGISLATIVO 336 del 05/08/1996 – Riforma Dini
Il Decreto ha introdotto una importante modifica sulle modalità di calcolo delle pensioni con il passaggio al sistema contributivo.

PERCHE’ SFRUTTARE  LA “CAPITALIZZAZIONE”
Sono proprio i colleghi più giovani che possono avere i maggiori vantaggi dalla previdenza integrativa, per due motivi: l’andamento dei mercati finanziari e la capitalizzazione. E’ dimostrato storicamente e concretamente che investendo in obbligazioni ed azioni ci saranno in un arco di tempo medio-lungo risultati positivi e che sono stati gli investimenti azionari a rendere maggiormente. La capitalizzazione è quella enorme leva che moltiplica i nostri denari tanto più e quanto più a lungo possono maturare i guadagni. Facciamo un esempio: il Dr. Bianchi, giovane professionista di 26 anni, decide di investire subito 1.000 euro all’anno per un piano pensionistico, mentre il suo collega Dr. Rossi ritiene più opportuno aspettare qualche tempo. Dopo 13 anni il Dr. Bianchi, che ha già investito 13.000 euro decide di interrompere i  versamenti, mentre il collega Dr. Rossi, a 39 anni, inizia a versare allo stesso fondo pensione 1.000 euro all’anno e continua per 26 anni (fino al 65° anno di età) per un totale di 26.000 euro. Per effetto della capitalizzazione, ipotizzando un rendimento medio del 5%, il capitale al momento della pensione sarà di 69.102 euro per il Dr. Bianchi e, pur avendo versato il doppio, solo di 53.499 euro per il Dr. Rossi. La conclusione è logica e semplice: si deve partire presto, subito, anche con risorse limitate, per avere il massimo dei vantaggi.
TOTALE VERSAMENTI -TOTALE ANNI CAPITALE
A 65 ANNI
Dr. Bianchi  € 13.000     € 69.102
Dr. Rossi  € 26.000         € 53.499
COME PAGARE MENO TASSE
I benefici fiscali per i professionisti che aderiscono a FondoSanità sono consistenti : i versamenti, infatti, sono oneri deducibili in capo all’iscritto per un importo annuale complessivamente non superiore a 5.164,57 euro. Per i familiari a carico i versamenti sono deducibili dal reddito IRPEF del “capofamiglia”, sempre nel limite complessivo di 5.164,57 euro.
Pertanto per ottenere una florida rendita: la chiave è partire presto. Sappiamo  che per mantenere il ns. standard di vita dopo aver cessato l’attività lavorativa avremo la necessità del 75-80% del nostro reddito professionale; purtroppo è ormai noto che il primo pilastro previdenziale obbligatorio non sarà in grado per il futuro di assicurarci una rendita tale da garantirci di mantenere un tenore di vita adeguato. Se poi, sollevati dagli impegni di lavoro, immaginiamo la nostra vita non solo come riposo a casa ma pensiamo a vacanze ed a vivere al meglio il nostro tempo libero dobbiamo logicamente concludere che quanto più denaro ci sarà necessario, tanto più denaro dovremo risparmiare.
UNA SOLUZIONE SICURA  E CONVENIENTE
FondoSanità, approvato dalla COVIP il 26 luglio 2007, è una associazione senza fini di lucro il cui unico obiettivo è quello di offrire un valido strumento di previdenza complementare agli esercenti le professioni sanitarie. Nasce dalla trasformazione del preesistente FondoDentisti che, costituito nel 1996, ha già assicurato la previdenza integrativa agli odontoiatri italiani  all’aprile 1999, risultando il primo fondo pensione chiuso destinato ai lavoratori autonomi. Possono già aderire a FondoSanità i medici e gli odontoiatri iscritti all’ENPAM, gli infermieri iscritti all’ENPAPI, i farmacisti iscritti all’ENPAF, gli infermieri iscritti alla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, i veterinari iscritti all’ENPAV, nonché i soggetti fiscalmente a carico degli aderenti. Potranno, altresì, aderire al Fondo anche le altre categorie di professionisti dell’area sanitaria previa apposita delibera dell’Ente di previdenza privato di appartenenza ovvero, per le categorie sprovviste di Cassa, previo accordo promosso da sindacati o associazioni di rilievo almeno regionale. Fondo Sanità può perciò contare su un significativo bacino di utenza che è stimato in circa un milione di potenziali aderenti.

FONDI CHIUSI...O FONDI APERTI?
Molti sono i fondi “aperti” disponibili, molto abili e insistenti alcuni promotori, ma molti sono  i vantaggi di FondoSanità:
• possibilità di scelta e di eventuali cambiamenti dei gestori; • influenza sulle scelte attraverso le elezioni dei  Rappresentanti dell’Assemblea e del CDA;  • influenza sulle scelte strategiche ed organizzative del fondo; • commissioni di gestione (tra 0,10% e 0,15%) nettamente inferiori ai fondi aperti (in genere tra 0,60% e 2%) con sensibili differenze nei rendimenti accumulati e quindi nel capitale e nella rendita vitalizia; • nessuna spesa per pubblicità e nessuna commissione da corrispondere a venditori o agenti.

FONDOSANITÀ: FUNZIONAMENTO
Precise disposizioni normative regolano l’attività di tutti i fondi integrativi e la Commissione di Vigilanza (COVIP), oltre agli organi interni, ne controlla il corretto funzionamento.
Gestione amministrativa e contabile: ha attività di raccolta e gestione delle richieste di adesione, riscatto, liquidazione ed erogazione delle rendite.
FondoSanità ha scelto delle maggiori e più esperte società:
Previnet - Servizi per la previdenza - S.p.A.;
Banca Depositaria: banca in cui sono depositate e custodite, in conti individuali, tutte le risorse di FondoSanità, che ha scelto Intesa - S.Paolo, conveniente, solida e ben distribuita.
Gestione finanziaria: attività di investimento dei contributi raccolti, effettuata per FondoSanità da gestori specializzati, esperienza ed affidabilità: Schroders Italy SIM S.p.A per il comparto Scudo, Pioneer Investment Management SGR S.p.A. per il comparto Progressione ed Eurizon Capital SGR S.p.A. per il comparto Espansione. FondoSanità ti permette inoltre, con le elezioni prima dell’Assemblea dei Rappresentanti e poi del Consiglio di Amministrazione, di influire direttamente e concretamente sulle politiche e gli indirizzi gestionali. FondoSanità rende disponibili tre linee di investimento, dette “comparti”, con diverso grado di rischio, tra le quali ciascun aderente può liberamente scegliere in base alle proprie aspettative o propensioni.
SWITCH
Passaggio da un comparto all’altro, libero e gratuito dopo almeno un anno di permanenza.
COMPARTO A - SCUDO
Atteggiamento molto prudente. Vicinanza all’età pensionabile.
COMPARTO B - PROGRESSIONE
Migliore rendimento con rischio molto controllato. Età media o atteggiamento cauto.
COMPARTO C - ESPANSIONE
Rischio leggermente elevato. Età giovanile o maggiore propensione al rischio.
               
FondoSanità è quindi un fondo “chiuso”, limitato per Statuto a tutti coloro che esercitano la professione sanitaria, ed a contribuzione definita: stabilito il livello contributivo, la pensione è in funzione del rendimento netto del proprio patrimonio.
I fondi “chiusi” , rispetto a quelli “aperti”, hanno alcuni vantaggi, primo fra tutti quello di avere gestioni meno onerose, poiché non vi sono percentuali da corrispondere a produttori e venditori, minori percentuali anche di gestione finanziaria e di conseguenza i rendimenti finali, a parità di versamenti, saranno più elevati.
Le Commissioni di gestione finanziaria di FondoSanità (la percentuale prelevata annualmente dal patrimonio totale di ogni aderente e corrisposta ai gestori) sono molto convenienti e vanno da 0,10% a 0,15%.   I fondi aperti concorrenti hanno commissioni che vanno da 0,60% per i comparti  più “conservativi” a 2,50% per quelli che hanno una maggiore quota azionaria. In “Come funzionano i fondi pensione” ( Sperling e Kupfer Editori), Cuneo e Timo scrivono: “…differenze annuali di rendimento, apparentemente modeste, portano a differenze elevatissime sull’ammontare della pensione al termine del periodo lavorativo. “
Si ipotizza che una differenza di rendimento del 3% annuale porta, dopo 36 anni , ad avere un capitale raddoppiato.
Gli aderenti devono scegliere all’atto dell’iscrizione quale Comparto dovrà ricevere i loro versamenti e questo in base all’età, alla propensione al rischio, alle disponibilità finanziarie ed alla propria personale situazione, ed inoltre, dopo una permanenza minima di un anno, è possibile cambiare il Comparto, senza alcuna spesa. Davanti ad investimenti possibili di lungo periodo, è logico ricercare una maggiore crescita, con maggiori rendimenti, e questo è possibile poiché si diluisce nel tempo il rischio aumentato.  Questo lavoro, molto accurato ed impegnativo, ha occupato un gruppo di esperti dell’ Università Bocconi di Milano, ed ha paragonato i risultati ottenuti nella gestione finanziaria, per il periodo di tempo equiparabile e per fondi aperti con caratteristiche simili ai tre Comparti di FondoDentisti: il risultato è stato molto soddisfacente. La contribuzione a FondoSanità è libera, può variare a seconda delle proprie esigenze e necessità di anno in anno.  Sottolineiamo inoltre che i contributi versati affluiscono in un conto individuale e soprattutto che sono deducibili fino al limite massimo di 5.164,57 euro   ( i “vecchi” dieci milioni di lire).  Le risorse, che rimangono sempre “proprietà” dell’aderente vengono affidate dal Consiglio di Amministrazione a gestori professionali attraverso convenzioni rigidamente regolamentate, e comunque ogni movimento viene sottoposto al controllo della Covip. Il montante maturato (contributi versati + interessi accumulati), all’età pensionabile potrà essere utilizzato interamente per una rendita vitalizia, ed in quel momento valutare e decidere se usufruire della reversibilità o meno e se stipulare una polizza LTC ( long term care), oppure si può scegliere di avere fino al 50% di capitale ed una rendita per la quota rimanente. Inoltre, altro vantaggio di un fondo “chiuso” rispetto ai fondi “aperti”, il CDA può decidere di cambiare uno o più gestori finanziari, sempre con specifici bandi di concorso verificati dalla Commissione di Vigilanza. 50%

FONDOSANITÀ:  PRESTAZIONI
FondoSanità non ha fini di lucro (né deve procurare guadagni a società, compagnie, procacciatori ecc.) ma ha come scopo esclusivo l’erogazione agli aderenti di prestazioni complementari della pensione obbligatoria. Il regime di capitalizzazione (il capitale versato più i rendimenti accumulati serviranno a garantire le prestazioni pensionistiche future) e di contribuzione definita (il livello contributivo è predefinito e la pensione è in funzione del rendimento netto del fondo) scelti da FondoSanità, lo rendono uno strumento previdenziale sicuro, trasparente, vantaggioso, necessario.
PRESTAZIONI PENSIONISTICHE
Il diritto alla prestazione pensionistica complementare si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza dell’aderente, con almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari. L’associato potrà chiedere che gli venga liquidato subito, sotto forma di capitale, al massimo il 50% dell’importo maturato, mentre il rimanente verrà impiegato come premio unico per l’acquisto di una rendita vitalizia rivalutabile personale oppure reversibile (moglie, ecc.).  In misura non eccedente il 10% della propria contribuzione annua, è possibile acquisire polizze assicurative complementari per la copertura dei rischi di invalidità e premorienza.
POLIZZIBILE)
RENDIMENTO
Esempi di rapporto tra capitale accumulato (versamenti + rendimenti) e rendita vitalizia calcolato utilizzando un coefficiente medio di conversione per l’età di 65 anni. (Legge 335/95).

CAPITALE  TOTALE      RENDITA ANNUALE  LORDA
     € 51.645,69                                        € 3.640
     € 154.937,07                                      € 10.920
     € 258.228,45                                      € 16.650,64



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