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NUOVO CONTRATTO FARMACIE SPECIALI
Scaduto il 31 dicembre 2010, il confronto per il rinnovo del ccnl per i dipendenti delle farmacie speciali è partito subito, ma ha ovviamente risentito dei tagli fatti ai Comuni nelle scorse manovre, con conseguente tentativo di spremere il possibile dove, secondo l'immaginario collettivo, il piatto è ancora ricco, sia delle modifiche, effettive o semplicemente temute, del settore farmaceutico che ha visto un progressivo calo del margine a favore di una diminuzione del costo al pubblico del farmaco generico. Ad oggi sono state attentamente analizzate sia le richieste presentate dalle nostre piattaforme sindacali, sia le proposte messe sul tavolo da ASSOFARM. Alla richiesta di ammodernamento del testo avanzata da ASSOFARM abbiamo più volte dovuto far notare che molte delle modifiche chieste riguardavano situazioni ancora in essere per il personale impiegato, quali ad esempio, le norme a riguardo del servizio militare svolto. Poichè durante gli incontri svolti le rispettive posizioni sono state bene illustrate alle controparti, si è convenuto di arrivare ad unaz proposta finale su un testo scritto che tenga conto delle rispettive posizioni, in modo da raggiungere, se ci sono le condizioni, l'accordo di rinnovo. L'incontro è previsto per la fine di gennaio.
Dario Campeotto -
VENDITA FARMACIE COMUNALI
Il parere del Presidente di ASSOFARM arch. Venanzio Gizzi:
Decreto sviluppo. Assofarm: “Vendita farmacie comunali sarebbe scelta sciagurata”
Il presidente dell’associazione delle farmacie comunali, Venanzio Gizzi, esprime “totale dissenso” all’ipotesi di vendita delle farmacie comunali che, secondo alcuni organi di stampa, sarebbe tra gli interventi per lo sviluppo allo studio del Governo.
26 OTT -
Le farmacie comunali sono “patrimonio della collettività tutta”. "Rappresentano, insieme alle farmacie private, la volontà del legislatore di organizzare il servizio farmaceutico sul territorio strutturato con una pluralità di soggetti e hanno proseguito, nel tempo, la loro esperienza fino ad essere oggi un riferimento insostituibile di distribuzione del prezioso prodotto quale è il farmaco ad una popolazione, che con la crisi economica in essere, diventa sempre più povera e bisognosa di assistenza”. Così il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi, replica all’ipotesi di vendita delle farmacie comunali che, come riportato già ieri da Repubblica.it e oggi da altri organi di stampa, sarebbe contenuta nella lettera che il Governo ha predisposto ed inoltrerà alla Ue per illustrare le linee programmatiche per lo sviluppo del Paese.
Un’ipotesi su cui Assofarm esprime “totale dissenso”. Le farmacie comunali, continua Gizzi, hanno un “valore storico” e sono “nate per calmierare i costi ed esitare i farmaci alle categorie sociali più deboli”. Ma, secondo il presidente di Assofarm, sono anche “l’unico strumento di ricchezza e di partecipazione degli Enti locali per il governo della salute dei cittadini sul territorio, soprattutto alla vigilia della costituzione della farmacia dei servizi, oltre ad attuare una delle poche forme compiute di federalismo municipale in quanto i proventi derivati da tale attività consentono ai Comuni di destinare costantemente risorse ai loro già magri bilanci”.
Assofarm si dice pronta a mettere in atto “ogni iniziativa al fine di evitare sciagurate svendite e si dichiara fiduciosa che nessun processo di dismissione sarà avviato poiché il Governo, con recenti provvedimenti, ha escluso dalla privatizzazione dei servizi pubblici quale settore sanitario, le farmacie comunali”.
LA FISASCAT ESULTA:REVOCATI I LICENZIAMENTI
Il segretario Pellecchia: “Ora si punti ad un piano aziendale capace di rilanciare il Consorzio e che sia in sintonia con le richieste dei sindacati”.
SALERNO -
D'altronde come si possono licenziare ventidue dipendenti se questi sono necessari a sopperire gli orari di lavoro che dall’anno prossimo saranno di almeno 44 ore settimanali per ogni farmacia nella Regione Campania, fino ad arrivare a 60 ore ed oltre?”. Con queste parole il segretario della Fisascat Cisl provinciale, Luisanna Pellecchia, commenta la decisione del nuovo cda del Cfi, che ha revocato la procedura per i licenziamenti deliberato dai vecchi amministratori del consorzio. “Noi della Fisascat Cisl abbiamo più volte evidenziato ad amministratori e sindaci che le cose non andavano bene ma non abbiamo ricevuto mai una risposta, soprattutto dai primi cittadini. Ricordando solo alcune anomalie del Cfi viene da pensare al forte indebitamento dell’ente, anche in relazione al capitale proprio del consorzio, ed il caso delle parafarmacie all’interno di strutture della grande distribuzione che, avendo assorbito notevoli risorse per l’apertura, risultano attualmente chiuse dopo appena pochi anni di esercizio”. Una situazione insostenibile, che la Fisascat Cisl spera possa concludersi nel migliore dei modi: “Ora riprendiamo il discorso con la nuova amministrazione del Cfi, consci che la situazione di recupero, dopo ben due bilanci fortemente passivi, è difficile ma non impossibile e, soprattutto, senza fare i conti con la spada di Damocle dei licenziamenti”, ha detto la Pellecchia. “Mi auguro che le future scelte aziendali siano prese in pieno accordo anche con le organizzazioni sindacali e che si riesca a fare un piano di risanamento e di nuova espansione del Cfi, ente che dà lavoro a circa 90 dipendenti”. E’ un fiume in piena la sindacalista della Cisl salernitana, che infine bacchetta anche i lavoratori: “Siamo convinti che esista una nuova possibilità per i dipendenti di questo consorzio, perché altrimenti si aprirebbe per molti solo lo spettro della disoccupazione, contro cui ci batteremo fino in fondo anche e soprattutto per i lavoratori che fino ad oggi non hanno creduto nel sindacato, cercando una sterile protezione nel potentato di turno. Il sindacato che rappresento è sempre in prima linea a difendere tutti i lavoratori, iscritti e non. Ci auguriamo, quindi, che con questo nuovo piano aziendale si rilanci l’economia del Cfi con nuovi servizi innovativi che non rimangano più solo sulla carta, ma che vadano a favore dei cittadini, offrendo servizi, consulenze con cui poter dare più possibilità all’utenza, in particolare a quella parte della popolazione meno abbiente”.
FARMACIE COMUNALI IN VENDITA?
Pensavamo di avercela fatta ed invece non è così.
Ci riferiamo al caso “Memoli Vs Monaco” con un altro ricorso al TAR che ha visto il rientro di Antonio Monaco come Presidente del CFI.
Però io dico ufficialmente ai Sindaci del CFI: ma non è che con questo esiste il concreto rischio di scioglimento del Consorzio stesso?
Sappiamo che il precedente Presidente l’Avv. Salvatore Memoli aveva iniziato una lenta ma costante marcia di salvataggio dell’ente consortile, non solo ma aveva anche trovato altre attività che potevano dare ulteriore spinta e respiro alle casse esangui del consorzio (ved. case di riposo per anziani ed altre farmacie), però a questo punto tutto ritorna nel limbo del verdetto del TAR, che comunque non fa chiarezza sulla vicenda politica.
Però Noi del Sindacato chiediamo ai Sindaci di cercare di rendere la vita di tutti i lavoratori del CFI, più serena perché con i proclami non si lavora con tranquillità nelle e tutti si aspettano ormai la vendita di queste farmacie.
Farmacie che costituiscono un fiore all’occhiello per tutti i Sindaci che le misero nel lontano 1998, e che oggi dopo molto penare registrano le prime avvisaglie di una buona gestione. Comunque nel maxiemendamento alla legge di stabilità presentato ieri dal Governo perché sia approvato dalle camere entro la fine della settimana, non c'è più traccia di articoli o commi diretti a liberalizzare le farmacie pubbliche. E così resterebbero confermate le disposizioni impartite dalla cosiddetta Manovra bis (la legge 148/2011), che all'articolo 4, comma 34, escludeva i presidi comunali (assieme ad altre attività) dalla cessione a privati dei servizi municipali. E così va bene, anche se lo scampato pericolo non significa che i comuni continueranno a tenersi strette le proprie farmacie. Il queste settimane ha detto il vicepresidente di Assofarm, Dott. Schito, si sono sentite diverse inesattezze “la verità è che tranne rari casi le farmacie non solo non sono una zavorra per i bilanci municipali, ma anzi sovente apportano utili. Quello che temiamo in base ai segnali captati in giro per l'Italia, quindi, è che a fronte delle difficoltà determinate dai tagli ai trasferimenti, le amministrazioni possano vendere per fare cassa. E' un'ipotesi che in questo periodo un numero crescente di comuni sta valutando». Le stesse considerazioni valgono anche per lo spinoso tema delle prelazioni: «Ci sono comuni che fanno scattare l'opzione sulle farmacie di nuova istituzione e poi le vendono senza neanche averle aperte. Non a caso, nel 2010 tra aperture e chiusure di farmacie comunali abbiamo registrato un saldo positivo di circa una trentina di presidi; e nel 2009 erano addirittura una sessantina». Per inciso abbiamo in Campania ben 49 sedi prelazionate come comunali e mai aperte e ne tantomento con affidamento della gestione ad aziende speciali o consorzi.
Come mai queste farmacie sono sempre appetibili all’investitore privato e con valutazioni di compravendita nell’ordine di alcuni milioni di euro?
Cosa si deve fare per arginare questo stillicidio delle farmacie comunali in vendita. Semplice:si devono rendere più competitive e garantire ai comuni degli utili certi, che possano essere poi utilmente investiti nei servizi sociali. Si rimarca la benemerenza di questa Associazione dei Farmacisti non titolari di Salerno, che ne ha fatto, sin dalla costituzione sin dal 1985, il suo cavallo di battaglia, rimuovendo i molteplici ostacoli che si sono frapposti alla loro realizzazione e costituendo il primo polo di farmacie pubbliche al sud Italia. Pertanto chiediamo ai Sindaci di scommettere sul futuro di queste farmacie pubbliche. Le farmacie pubbliche che qui da noi danno lavoro a circa 150 dipendenti con i 2 Consorzi il CFI ed il COFASER che costituiscono un polo pubblico che funziona e che potrebbe farlo ancora meglio se si pensasse solo al benessere degli utenti e dei dipendenti. Pertanto io non so che fine farà il CFI nella querelle tra il Presidente Memoli ed il Presidente Monaco, su questo c’è anche un esposto penale, che accerterà i fatti, dico però che i dipendenti devono essere lasciati in grado di lavorare nella sicurezza del loro posto di lavoro, in attesa che i Sindaci decidano, si spera per il meglio. L’incubo per la vendita delle farmacie pubbliche, almeno a livello nazionale, è passato.
Segr. FISASCAT CISL Luisanna Pellecchia
INCONTRO CON MEMOLI
Salerno li, 17/10/2011
In data 7/10/2011 abbiamo avuto un incontro con il presidente del CFI l’Avv.to Salvatore Memoli, che ci ha ricevuto per discutere su alcune questioni riguardanti il Consorzio nonché la sua fuoriuscita dalle secche pericolosamente createsi con la precedente gestione deficitaria.
Innanzitutto come Fisascat Cisl di Salerno abbiamo motivato al Presidente tutte le Ns. perplessità sul contratto di solidarietà che al di la del fatto che toglierebbe 200 euro circa dalla busta paga dei direttori per poi a scendere a tutti gli altri, priverebbe le farmacie che sono il vero motore propulsore di questo consorzio, sia di farmacisti che di personale ausiliario in un momento come questo di rilancio dell’attività del CFI.
D'altronde abbiamo avuto i primi riscontri positivi del Consorzio in termini gestionali e finanziari con la concreta possibilità a breve di un pareggio di bilancio dopo ben tre passivi (2008-
Parlando con il Presidente abbiamo poi richiesto l’attivazione di un’assicurazione che copra, sia i farmacisti direttori che i collaboratori, da errori connessi con la pratica professionale, in questo anticipando una legge che è uscita in questi giorni a livello nazionale, che prevede l’assicurazione obbligatoria per tutte le figure sanitarie.
Il Presidente ci ha parlato poi della possibilità di nominare anche i vicedirettori di farmacia nonché di implementare la figura dei praticanti post laurea, atteso che questi giovani farmacisti una volta usciti dall’Università ed iscritti all’Ordine professionale non trovano una farmacia disposta neanche a fargli fare un po’ di pratica professionale.
Noi abbiamo ribadito al Presidente che i giovani Farmacisti già fanno un tirocinio pre laurea di sei mesi e che pertanto una volta laureati, abilitati ed iscritti all’Ordine professionale, non avrebbero più ragione di fare anche la pratica, gratuita biennale, perché l’esame di abilitazione li abilita alla professione, dopodiché devono solo esercitare.
Ciononostante la pratica gratuita è una triste consuetudine, almeno nel Meridione.
Si è poi toccato il problema dei buoni pasto, che si vuole rivedere, e della SpA, ove oltre alle farmacie del Consorzio ci potranno essere anche le farmacie convenzionate, con utili di gestione più certi di quelli, se mai ottenuti fino ad oggi: ed è notizia dell’ultima ora che il CdA del CFI ha deliberato, dopo relazione del D.G. il Dott. Francesco Sorrentino nella seduta del 10 ottobre, l’avvio della procedura per concordare con le OO.SS. di categoria la sospensione della misura straordinaria relativa al contratto di solidarietà.
Pertanto abbiamo rimandato il tutto ad un incontro sindacale tra le parti che si terrà al più presto, per discutere su questi elementi, attestando al Presidente Memoli la disponibilità di dialogo e di confronto manifestataci.
Infine anche ASSOFARM è d’accordo che le farmacie pubbliche in Campania si rafforzino e che si consolidi il primo polo pubblico delle farmacie del Mezzogiorno.
FISASCAT CISL SALERNO
IPOTESI DI CONTRATTO DI 2° LIVELLO
La farmacia ed il farmacista occupano una posizione di primo piano nel settore della salute come presidio professionale attivo e diffuso su tutto il territorio nazionale.
Per questo i cambiamenti di assetto di proprietà e di gestione delle farmacie pubbliche e gli interventi legislativi che si sono succeduti rendono inevitabile l’esigenza delle rivisitazione della contrattazione e di permettere alla realtà di questo settore di rispondere prontamente ai cambiamenti in atto. E’ necessario aumentare la diffusione delle farmacie pubbliche sul territorio, per realizzare un organica ed efficiente rete sanitaria. E’ fondamentale rafforzare il ruolo sociale della farmacia pubblica a tutela della salute del cittadino oltre che per divenire il primo riferimento –contatto con il cittadino. Va perciò riconfermata la validità dei 2 livelli di contrattazione, con un secondo livello più aderente alle realtà territoriali ed al ruolo sempre più coinvolgente per gli operatori del settore.
IPOTESI DI 2° LIVELLO
COPERTURA ASSICURATIVA: come previsto dall’art.36 del vigente CCNL estensibile a tutti ed ai farmacisti particolarmente per quel che concerne possibili errori in cui possono incorrere nell’esercizio delle loro funzioni. Si chiede anche di rivedere la franchigia per la errata tariffazione o altro errore formale delle ricette attualmente dello 0,1 %.
INDENNITA’ TECNICO PROFESSIONALE:
(art.20) si richiede che a tutti i lavoratori farmacisti inquadrati a liv. A1 nonché ai lavoratori inquadrati ai livelli Q1, Q2, Q3, sia corrisposta un’identica indennità tecnico professionale, poiché il nuovo ruolo degli operatori è sempre più coinvolgente e senza alcuna distinzione legata all’anzianità, come previsto dall’accordo del 12 marzo 2004 del ccnl.
INDENNITA’ QUADRI:
si richiede una rivalutazione dell’indennità quadri attualmente prevista e l’abrogazione di” sulla base di progetti condivisi”.
REPERIBILITA’ art.24:
la reperibilità va pagata, si può discutere se in maniera forfettaria o a chiamata, ma comunque va pagata. In alternativa si può mettere a fare la reperibilità i farmacisti che stanno facendo la pratica professionale gratuita ai fini dell’idoneità. Questi farmacisti potrebbero essere assunti a contratto di prestazione d’opera fino al raggiungimento di € 5000 e senza pagare i contributi previdenziali. Inoltre sarebbero veramente utili nel momento di sostituzione dei farmacisti che vanno in ferie oppure malati.
FERIE:
poiché le ferie si sono ridotte a soli 15 giorni per anno per farmacia, resta inteso che le rimanenti ferie devono essere prese in una sola volta, come declamato anche dal vigente ccnl.
TRASFERTE:
si deve introdurre nella contrattazione di 2° livello la regolamentazione di eventuali spostamenti e/o trasferimenti del personale tra le farmacie, che dovranno essere dettati da comprovate motivazioni tecniche-
ENTE BILATERALE:
si chiede di fondare l’Ente Bilaterale , perché si potranno introdurre un formazione continua con dei progetti programmati per la formazione, anche tramite i fondi paritetici interprofessionali; non solo ma attivare i corsi di formazione ECM utilizzando le medesime risorse indicate per la formazione continua in medicina così i farmacisti non pagheranno più i corsi ECM.
PART TIME:
è necessario migliorare il limite minimo delle 12 ore attualmente previste ad un minimo di ore settimanali pari al 50% dell’orario full-
CAMICI E ZOCCOLI:
chiediamo ogni anno 2 camici bianchi, uno invernale ed uno estivo per i farmacisti e di altro colore per i magazzinieri e delle ciabatte da lavoro tipo “birkenstock”.
MENSA:
si richiedono 5 buoni pasto ai full-
PRESTAZIONI INVENTARIALI:
le svolgono gli operatori stessi sotto la supervisione di un farmacista che sia esterno alla farmacia.
Tali prestazioni vengono pagate al livello A1 con 200 euro, gli altri in proporzione.
INCENTIVO DI MAGGIORE PRODUTTIVITA’
si potrebbe ipotizzare che l’incentivo di maggiore produttività sia erogato sulla base di campagne promozionali, oppure sui margini lordi aziendali, sul margine di contribuzione farmacie, sul margine di contribuzione magazzino.
Salerno li, 21/12/2011 Segr. FISASCAT CISL Dott.ssa Luisanna Pellecchia
RSA
Dott. Annamaria Pace
Dott. Luigi Carillo
Dott.ssa Silvia Mascaro
PS. queste ipotesi contrattuali vengono inviate a tutti i nostri iscritti, in modo da poter indicare i correttivi da apportare, in attesa della stesura definitiva e dell’approvazione da parte Vostra, il che si terrà in una riunione la cui data vi sarà comunicata per tempo. Inoltre se volete prendere le ferie in un'unica soluzione, ce lo dovrete specificare, come pure il fatto che vorreste che a sostituirVi siano i Farmacisti che fanno nel frattempo l’idoneità. Solo così daremo a questi colleghi un minimo di sollievo e nel contempo guadagnerebbero qual cosina. Nel frattempo vogliate gradire i nostri più sinceri auguri di un felicissimo 2012.
CFI E CONTRATTO DI SOLIDARIETA'
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Il consorzio farmaceutico intercomunale ha firmato il "contratto di solidarietà"
Nota stampa della Cisl Salerno
COMUNICATO inviato da Redazione 09/08/2011
Invia ad un amicoOggetto: "Contratto di solidarietà": il Consorzio farmaceutico intercomunale firma l'accordo proposto dai sindacati di categoria. Soddisfatta la Fisascat Cisl Salerno.
Il Consorzio farmaceutico intercomunale ha firmato il "contratto di solidarietà" proposto dai sindacati di categoria, tra cui la Fisascat Cisl di Salerno. L'accordo è stato ratificato lo scorso 2 agosto, alla presenza del numero uno del consorzio, Salvatore Memoli, delle organizzazioni sindacali e del dottore Luigi Carillo. Il contratto ha avviato di fatto un percorso di contenimento dei costi aziendali che prevederà, quando sarà attuato, la riduzione dell’orario di lavoro per tutti o parte dei dipendenti del Cfi. Nell'accordo sottoscritto con il Cfi i sindacati hanno ottenuto l'ok per quanto riguarda il premio di produzione di 80.000 euro che verrà liquidato, ai lavoratori che ne avranno diritto, nelle buste paga di luglio ed agosto 2011, cinque buoni pasto ai full time ed ai part time in proporzione alle ore lavorate ed infine, per il pregresso periodo di gennaio-
“Da giugno 2010 volevano togliere anche i buoni pasto ai lavoratori, nonostante fosse in essere il contratto di secondo livello che poi ha disdettato la vecchia dirigenza del Cfi, mentre, nel contempo, davano dei bonus a qualche dipendente per 14 mensilità pari a circa 80.000 euro”, ha accusato la Pellecchia. Ma ora il passato è alle spalle ed il futuro sembra essere più roseo per i dipendenti del Consorzio: “A fronte delle nostre ripetute richieste il presidente Memoli ci ha rassicurato che alcun livello occupazionale sarà intaccato, anche se qualche sacrificio, pur se minimo, andrà necessariamente fatto. Il tutto per dare vita ad una strategia complessiva di rilancio, mirata soprattutto all’eliminazione degli sprechi”, ha affermato la segretaria della Fisascat Cisl provinciale.
Infine nell’ottica della ricerca delle ottimali relazioni sindacali la Fisascat Cisl salernitana ha fornito al Consorzio, in modo gratuito, tutta la consulenza necessaria per il potenziale impianto di ben nove nuove sedi, che, prelazionate come pubbliche e mai attivate, secondo il sindacato di via Zara “rischierebbero di non essere neanche messe a concorso come sedi private”. “Nell’incontro si è confermata la possibilità di un prossimo ampliamento di due o tre sedi”, ha detto la Pellecchia.
DELIBERA DELLA MESSA IN MOBILITA'
DEI 22 DIPENDENTI
Siamo oltremodo contenti che la delibera della messa in mobilità dei circa 22 dipendenti sia stata annullata dal nuovo Presidente del Consorzio Farmaceutico Intercomunale Avv. Salvatore Memoli e dal nuovo Consiglio di Amministrazione; questo perché la delibera era profondamente ingiusta e penalizzante per coloro che non sono stati colpevoli dei dissesti e delle scelte di questo Consorzio.
Ricordiamone solo alcune anomalie: forte indebitamento anche in relazione al capitale proprio del Consorzio; le parafarmacie all’interno di strutture della grande distribuzione, che avendo assorbito notevoli risorse per l’apertura risultano ad oggi chiuse dopo appena pochi anni di esercizio. Noi della FISASCAT CISL abbiamo più volte evidenziato ad amministratori e Sindaci, che le cose non andavano bene, senza però ricevere mai una qualsiasi risposta soprattutto da questi ultimi. Ora riprendiamo il discorso con l’Amministrazione del CFI, consci che la situazione di recupero, dopo ben due bilanci fortemente passivi, è difficile ma non impossibile, e soprattutto senza avere la spada di Damocle dei licenziamenti. Mi auguro che le future scelte aziendali siano prese in pieno accordo anche con i Sindacati e che si riesca a fare un piano di risanamento e di nuova espansione del CFI, che lo ricordiamo, da lavoro a circa 90 dipendenti, molti dei quali si basano solo sullo stipendio per far vivere le loro famiglie.
Ora Noi siamo convinti che esista una nuova possibilità per i lavoratori di questo Consorzio: perché altrimenti si aprirebbe per molti solo lo spettro della disoccupazione, contro cui ci batteremo fino in fondo anche e soprattutto per quanti fino ad oggi non hanno creduto nel Sindacato, cercando una sterile protezione nel potentato di turno.
Il nostro Sindacato, la FISASCAT CISL, lo ricordiamo, è sempre in prima linea a difendere tutti i lavoratori, iscritti e non.
Oggi la spesa farmaceutica convenzionata netta SSN nel primo semestre 2010 ha fatto registrare una diminuzione del -
A fronte di questo calo generalizzato si apre al contempo una interessante riforma; quella cioè che dovrebbe trasformare le farmacie in presidi sanitari e centri di primo soccorso ampliando così il ruolo delle farmacie sul territorio e quindi anche potenziarne le entrate.
D'altronde come si possono licenziare 22 dipendenti se questi sono necessari a sopperire gli orari di lavoro che dall’anno prossimo saranno di almeno 44 ore settimanali per farmacia nella Regione Campania, e per finire a 60 ore ed oltre?
Ci auguriamo quindi che con questo nuovo piano aziendale si rilanci l’economia del consorzio con nuovi servizi innovativi che non rimangano più solo sulla carta, ma che vadano a favore dei cittadini, offrendo servizi, consulenze e soprattutto utili con cui poter dare una più ampia gamma di possibilità all’utenza nella parte della popolazione più svantaggiata.
FISASCAT CISL
Segr. Pellecchia Luisanna
1° LETTERA APERTA AI SINDACI del CFI
FATTA DALLA FISASCAT CISL (nessuna risposta)
Ufficio
SEGRETERIA PROVINCIALE
Salerno, li 18/10/04
Ai Sig. Sindaci dei Comuni di:
Salerno
Scafati
Baronissi
Eboli
Cava dei Tirreni
Capaccio
Angri
Agropoli
Ascea
LORO SEDI
Oggetto: richiesta urgente d’incontro
Egr. Sig. Sindaco,
nell’Assemblea dei Lavoratori del Consorzio Farmaceutico Intercomunale, tenutasi il 13/10/04 è emersa una profonda ed unanime preoccupazione sulla situazione finanziaria del C.F.I..
I dipendenti si chiedono se le seguenti situazioni avverse o comunque di maggiore spesa, possano in un momento come questo, compromettere il futuro dell’Azienda e di conseguenza i posti di lavoro; vediamole in dettaglio:
• Stato di sofferenza della spesa farmaceutica in Campania ove da un anno si registrano i mancati pagamenti delle spettanze alle farmacie sia pubbliche che private;
• Assistenza farmaceutica garantita solo dalle farmacie comunali nell’ottobre del 2003 in occasione dello sciopero delle farmacie private, con conseguente aumento dell’esposizione debitoria;
• Apertura di ben 5 nuove sedi farmaceutiche e dei relativi costi di impianto e di gestione;
• Acquisto della nuova sede ospitante gli uffici del C.F.I..
Per tali gravi motivi i dipendenti del C.F.I. e lo scrivente Sindacato, chiedono alle SS.LL.II. di controllare i bilanci e le previsioni per gli anni 2004, 2005 e 2006, onde tranquillizzare i lavoratori e le rispettive famiglie sulla situazione corrente e sulle future prospettive di sviluppo in considerazione del fatto che l'Assemblea dei Sindaci ha funzione di indirizzo, programmazione e controllo dell'attività consortile.
Il ns. Sindacato ricorda inoltre la valenza sociale ed occupazionale delle farmacie comunali e l’impegno più che decennale per costituirle; infatti, solo in provincia di Salerno sono nati i due Consorzi di farmacie pubbliche, che rappresentano per molti, un lavoro sicuro e professionale in un settore connotato, nel privato, da una costante precarietà.
Inoltre ci preme ricordare gli eccellenti risultati di servizio qualificato ed attento alla popolazione da parte dei dipendenti di questo Consorzio, e che tale offerta garantisce il successo delle farmacie comunali sul territorio.
Purtroppo come già per il passato, siamo costretti a rivolgerci alle SS.LL.II per le difficoltà che incontriamo con i vertici dell’Azienda, che da mesi evitano continuamente il confronto con il sindacato, nonostante che tali incontri siano addirittura previsti con cadenza bimensile, secondo quanto stipulato nel Contratto integrativo aziendale firmato ad ottobre del 2002, ed in parte disatteso.
Pertanto nel ringraziare anticipatamente della disponibilità, chiediamo di essere ricevuti in delegazione, per chiarire meglio i problemi suesposti.
Distinti Saluti
La Responsabile del Settore Il Segretario Generale
Luisanna Pellecchia Giovanni Giudice
2° LETTERA APERTA AI SINDACI DEL CFI
FATTA DA CGIL-
FILCAMS-
Via Diaz, 18 Salerno Via Zara, 6 Salerno Via dei Principati, 17
Tel. 089/2580810 Fax 089/2583036 Tel. 089/225365 Tel. 089/3180058
Salerno, 24 giugno 2008
Spett.le
Ufficio Territoriale del Governo
presso Prefettura di Salerno
c.a. Dott. DELLA MONICA
Salerno
Fax 089/613566
e p.c.
Spett.le
C.F.I.
Consorzio Farmaceutico Intercomunale
Via S. Leonardo trav. Migliaro 4/c
SALERNO
Fax 089/3076120
Spett.le
Sindaco del Comune di Salerno
Fax 089/66.22.05
Spett.le
Sindaco del Comune di Scafati
Fax 081/85.61.905
Spett.le
Sindaco del Comune di Baronissi
Fax 089/95.53.31
Spett.le
Sindaco del Comune di Eboli
Fax 0828/32.82.09
Spett.le
Sindaco del Comune di Cava de' Tirreni
Fax 089/34.48.10
Spett.le
Sindaco del Comune di Capaccio
Fax 0828/81.22.39
Spett.le
Sindaco del Comune di Angri
Fax 081/513.33.39
Spett.le
Sindaco del Comune di Agropoli
Fax 0974/82.71.45
Spett.le
Sindaco del Comune di Ascea
Fax 0974/97.73.08
Oggetto: Proclamazione stato di agitazione. Attivazione legge 146/90 art. 2 comma 2 e successive modificazioni – Tentativo obbligatorio di conciliazione – Lavoratori Consorzio Farmaceutico Intercomunale
Facciamo riferimento al grave stato di tensione sociale che si è venuto a creare tra i lavoratori dipendenti del Consorzio Farmaceutico Intercomunale a causa dell'inspiegabile atteggiamento di latitanza assunto dalla Direzione del Consorzio che da molti mesi, pur ripetutamente sollecitata dalle scriventi OO.SS., non ha dato alcuna risposta in merito ai punti critici sollevati, qui di seguito elencati:
Contratto Integrativo Aziendale: benchè scaduto dal 31.12.2005 e malgrado i numerosi tavoli tenutisi alla presenza di lavoratori, responsabili aziendali e sindacali, non si è ancora avuto un responso circa la piattaforma presentata. In compenso, ci risulta il susseguirsi di continue riunioni della Commissione Esaminatrice (Quale commissione esaminatrice???) con un costo, presumiamo, non irrilevante per le casse del Consorzio stesso;
Verifica di ruoli e mansioni professionali del personale amministrativo e di farmacia: riteniamo necessario aprire un puntuale confronto sull'organizzazione del lavoro dell'Ufficio Amministrazione e del Consorzio per valorizzare al meglio le professionalità dei lavoratori addetti e ottimizzare la produttività dell'ufficio. In merito al personale di farmacia, consideriamo indispensabile riconoscere concretamente il valore della figura del Direttore di Farmacia in quale, tenuto conto dell'ambito delicato in cui si trova a operare, ha un ruolo determinante nella fidelizzazione della clientela e nella gestione del personale affidato alla farmacia stessa: tale riconoscimento passa ad esempio, a nostro avviso, attraverso il coinvolgimento dei Direttori di farmacia ed i Collaboratori nelle decisioni attualmente centralizzate che riguardano strettamente l'organizzazione del punto vendita (organizzazione degli orari, predisposizione dei turni, e delle ferie);
Ruolo del Consorzio: consolidamento e valorizzazione del fondamentale ruolo pubblico del Consorzio e delle Farmacie Comunali, un'esperienza positiva campana da accrescere ed estendere a tutti i Comuni della Provincia di Salerno. Il Consorzio ha un organico di circa 100 dipendenti, riteniamo che esistano tutte le potenzialità per elevare la qualità del servizio e promuovere una reale crescita aziendale ed occupazionale, c'è però bisogno di un concreto progetto di sviluppo che tenga conto di tutte le dinamiche territoriali e di mercato che interessano il settore dell'assistenza farmaceutica della Provincia di Salerno, a cominciare dal fenomeno delle Parafarmacie;
Compatibilità economiche e finanziarie: una gestione oculata e razionale delle risorse non è compatibile con scelte di mobilità e collocazione del personale che non rispondano a reali esigenze produttive: ad esempio ci risulta che il magazzino di Scafati, benchè sia una struttura non ancora pienamente a regime, occupi stabilmente 3 unità lavorative che sembrerebbe stiano accumulando un numero considerevole di lavoro straordinario che si aggiunge alle spese di trasferta di parte del personale.
Tanto detto, per i motivi su esposti, le scriventi OO.SS., facendosi interpreti della forte preoccupazione dei lavoratori per la salvaguardia del servizio pubblico farmaceutico, per il mantenimento della stabilità aziendale e dei livelli occupazionali, si pregiano di chiedere a S.E. il Prefetto la convocazione urgente di un'apposita riunione con la Direzione del Consorzio Farmaceutico Intercomunale ed i Sindaci dei Comuni Consorziati in indirizzo, così come previsto dalla vigente normativa richiamata in oggetto.
FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI
A. Arguto L. Pellecchia R. Nomade